Lunedì 09 aprile 1018, la sezione AIA Monza“Rinaldo Baracchetti” ha avuto l’onore di ospitare Ignazio Ziino Colanino della sezione di Legnano, attualmente componente del settore tecnico nell’area formazione dedicata al perfezionamento tecnico e alla valutazione tecnica.
Accolto con un caloroso applauso, Ignazio ha ringraziato per l’invito e ha portato i saluti di Alfredo Trentalange (responsabile del Settore Tecnico).
Durante la lezione, il gradito ospite ha voluto insegnarci che, come nella vita, anche nell’arbitraggio ci vuole sacrificio, ma soprattutto tanta passione: due punti di forza che gli hanno permesso di crescere nel mondo arbitrale portandolo come osservatore in serie A. Un sogno per un associato che decide di mettere fischietto e cartellini nel cassetto per dare un contributo nella crescita dei giovani arbitri. Il ruolo dell’osservatore è fondamentale con i giovani arbitri e lo è ancor di più nelle categorie più alte dove gli arbitri hanno tanta esperienza alle spalle; in queste situazioni, la bravura dell’osservatore sta nel trovare quei particolari che fanno la differenza in quanto anche in serie A non si smette mai di imparare.
Nel corso della serata è stato possibile sciogliere curiosità su ciò che avviene negli spogliatoi nel pregara, laddove gli schermi della tv non arrivano, come ad esempio le modalità di esecuzione dell’appello dei calciatori.
Ziino Colanino ha poi raccontato di avere deciso di terminare la sua carriera da osservatore tornando in Sezione, che ha sentito di aver trascurato in 15 anni passati da osservatore a livello nazionale. La Sezione, ha sottolineato, è per ogni arbitro una “seconda casa” nella quale condividere il suo enorme bagaglio di esperienza accumulato negli anni passati con i giovani arbitri di Legnano.
Non solo presso la sua Sezione, ma anche in occasioni come queste, Ignazio approfitta sempre per condividere con tutti la sua esperienza: quest’oggi, con i monzesi, si è soffermato principalmente sull’immagine dell’arbitro all’arrivo del campo. Un’immagine che passa per gli abiti che si indossano, per la stretta di mano, la gentilezza e la serenità nel dialogo con i dirigenti e soprattutto per la lucidità mentale con cui si arriva al campo. Un’immagine accurata negli atteggiamenti e ordinata dà infatti maggiore credibilità, piuttosto che l’immagine di un direttore di gara che si presenta al campo con la noncuranza dell’abito e con atteggiamento maleducato.
Un altro aspetto fondamentale che viene sottolineato fortemente è l’aspetto atletico; non c’è molto da dire su questo: o si corre o non si corre. E’ una delle prime cose che si notano in campo. Un arbitro che corre è più vicino all’azione ed è capace di vedere meglio e decidere meglio, ma soprattutto è credibile, potendo dare maggiore sicurezza e fiducia alle due squadre e agli spettatori.
Altro punto fondamentale è l’importanza della conoscenza del Regolamento. In campo l’arbitro è il garante del rispetto delle regole: se egli è il primo a non conoscerlo si incorre in errori tecnici che per un arbitro sono gravissimi.
La seconda parte della serata si è incentrata poi nella didattica con alcune situazioni di gioco con video didattici.
Dopo aver proiettato i video e rivisto il replay, si è analizzato insieme la possibile soluzione tramite confronto, dibattito e opinioni guidati dall’ospite. Le situazioni discusse sono state esempi di: interferenza da parte di un calciatore in posizione geografica di fuorigioco, wait and see e la collaborazione arbitro-assistente nella valutazione di un fuorigioco, casi di DOGSO, falli di mano e SPA.
La serata si è infine conclusa con i ringraziamenti e con un grandissimo applauso e un omaggio da parte della sezione di Monza per il graditissimo ospite.
Yassine Chanchoul
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