Il CRA ospite a Monza

Pubblicato da: Marco Rovelli Commenti: 0

Nella Lezione Tecnica Obbligatoria di lunedì 6 marzo, dedicata alla seconda visita sezionale del CRA, abbiamo ricevuto la visita dell’Organo Tecnico e designatore di Prima Categoria Roberto Proietti. Attraverso un’esposizione precisa e puntuale e uno stile oratorio assolutamente piacevole, Roberto ha esposto diversi aspetti dell’arbitraggio, utili soprattutto per i ragazzi giovani che aspirano ad arrivare preso a livello regionale. 

La Lezione è iniziata in modo insolito: attraverso la proiezione di un quadro impressionista. Si dice, ha ricordato Roberto, che questo movimento artistico sia nato per caso: in campo, invece, nulla (o quasi) accade per caso. È l’arbitro che incanala la gara come vuole, se ne ha la capacità. È l’arbitro che la rende semplice o complessa. È l’arbitro che stabilisce se gli animi in campo saranno tranquilli o meno. E da queste considerazioni, è scaturita la seconda metafora dea serata: quella principale. Roberto ha paragonato l’arbitro a un direttore d’orchestra, che detta i tempi, fa interagire le varie componenti, interpreta a proprio modo la gara come una partitura musicale e la indirizza come crede. Se ne ha le capacità, ovviamente. Capacità che comprendono autorevolezza e personalità, ovviamente, ma senza dimenticare un valido metro tecnico, fondamentale per mostrare equità, imparzialità e competenza.

Prima di passare alla ormai consueta parte video, il nostro ospite ha proiettato la locandina di Per un Pugno di Dollari, capolavoro di Sergio Leone, in cui viene pronunciata una frase che descrive bene l’arbitraggio: “è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare”. Le clip video erano tratte dalle riprese realizzate durante le partite degli arbitri del progetto Junior Talent, nato per coltivare i migliori talenti già a livello delle Sezioni, dando loro l’opportunità di frequentare OT regionali e raduni di alto livello, per avere un immediato riscontro delle loro prestazioni da persone abituate a vedere direttori di gara più esperti. I video sono risultati dunque molto vicini all’esperienza di tutti i presenti e sono stati analizzati non in un’ottica di distruzione e critica serrata di colleghi comunque giovani sia anagraficamente che arbitralmente, ma cercando di estrarre spunti di crescita per tutti. Un comune tasto dolente migliorabile è stato senza dubbio l’atteggiamento, spesso troppo flemmatico o distratto quando invece le gare richiedevano maggiore presa. L’idea di indirizzare la gara sui binari che l’arbitro desidera è stata portante ed ha portato a evidenziare situazioni in cui i giovani ragazzi ripresi, per inesperienza o “peccato di gioventù” hanno lasciato correre situazioni in cui bisognava intervenire (mancato giallo a un giocatore che calcia via il pallone dopo un fischio contro) o le hanno gestite in modo autoritario e non autorevole (ed è tornato in evidenza il tema, già trattato dal componente CAI Paolo Gregoroni nell’ultima LTO, della distanza delle barriere), attirandosi proteste legittime.

Altri temi trattati sono stati la gestione di situazioni di tensione, come mass confontation e falli di reazione, in cui l’arbitro deve avere presenza attiva ed essere certo di avere i giocatori sotto controllo almeno visivamente, e il comportamento delle panchine. Da un allenatore o un dirigente particolarmente esagitato, nelle categorie giovanili ma non solo, deriverà con ogni probabilità una squadra agitata e nervosa. È dunque fondamentale tenere sotto controllo i componenti delle panchine, evitando di richiamare più di una volta e prendendo provvedimenti, ma soprattutto rendendo i richiami efficaci. Roberto ha anche sottolineato alcune positività degli arbitri visti, in molti dei quali so no evidenti l’impegno e la passione, ancorché, come ovvio, da affinare. 

Il finale della LTO ha riservato un’altra sorpresa: la visione della splendida esecuzione di Africa dei Toto da parte di un coro a capella. Evidenziandone la perfetta sincronia e coordinazione, Roberto ha ricordato che tutto questo, senza un bravo direttore, non potrebbe avvenire. Esattamente come una partita di calcio tranquilla, divertente e giocata secondo le regole.

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